Le domande per i beneficiari risultano da definire. È presente una scadenza operativa collegata a fornitori/accreditamento.
Le date indicate riguardano la finestra di domanda delle imprese e sono storiche; la misura risulta chiusa. La fonte indica una fase di registrazione/accreditamento fornitori. I termini dello sportello agevolativo per PMI, lavoratori autonomi o altri beneficiari risultano da definire con successivo provvedimento. La data 14/09/2018 va quindi letta come scadenza operativa per fornitori/accreditamento, non come chiusura delle domande beneficiari. La data fornitori/accreditamento, quando presente, non coincide con la chiusura delle domande per i beneficiari finali. In questa fase i termini dello sportello agevolativo per imprese, PMI o lavoratori autonomi risultano da definire con successivo provvedimento.
Indice dei contenuti
Sintesi del bando
Il Voucher per la digitalizzazione delle PMI è una misura storica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha finanziato interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e ammodernamento tecnologico. La pagina ufficiale descrive chiaramente la natura dell’agevolazione, il massimale e alcune tipologie di spesa ammissibile, ma riporta anche termini di domanda già conclusi da tempo. Per questo motivo la scheda ha soprattutto valore di riferimento: può aiutare a capire la logica del bando e i tipi di investimenti digitali normalmente supportati dal Ministero, ma non va intesa come misura attualmente aperta. È utile come benchmark per monitorare eventuali future riaperture o strumenti analoghi.
A chi si rivolge
La misura era destinata alle micro, piccole e medie imprese. La fonte ufficiale evidenzia che il voucher serviva a sostenere interventi di digitalizzazione e modernizzazione tecnologica, con un taglio trasversale rispetto ai settori economici. Per questo risulta interessante come riferimento per imprese che vogliono investire in processi più efficienti, commercio elettronico, connettività e strumenti digitali di base. Tuttavia, dato che i termini di domanda richiamati in pagina sono storici e conclusi, la misura non è da considerare uno sportello attivo per nuove candidature. Eventuali utilizzi oggi devono essere limitati alla lettura della logica di intervento e alla verifica di bandi più recenti o riaperture ufficiali.
Cosa finanzia
La fonte MIMIT indica che il voucher era utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e servizi specialistici finalizzati a migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga o ultralarga e realizzare formazione qualificata del personale nel campo ICT. Il contributo era pari a un massimo di 10.000 euro e fino al 50% delle spese ammissibili. Poiché la misura è storica, questi contenuti vanno letti come riferimento tecnico e non come invito a presentare domanda. Per eventuali iniziative analoghe, resta utile verificare le misure camerali o ministeriali più aggiornate.
Progetti digitali potenzialmente collegati
Pur essendo una misura chiusa, il suo perimetro resta molto utile per capire quali progetti digitali vengono normalmente sostenuti da strumenti pubblici simili. La misura era coerente con interventi di base per la trasformazione digitale delle PMI, soprattutto per aziende che devono strutturare presenza online, migliorare l’organizzazione interna o introdurre canali di vendita digitali.
- Sito web: presenza online o revisione del sito aziendale.
- eCommerce: attivazione di canali di vendita online.
- Cloud: strumenti digitali e servizi collegati all’operatività.
- CRM: gestione più organizzata dei contatti e delle vendite, se coerente con l’intervento.
- Marketing automation: automazioni di base, da verificare in bandi analoghi più recenti.
Importi, percentuali e tempistiche
La pagina ufficiale riporta un voucher non superiore a 10.000 euro e una copertura massima del 50% delle spese ammissibili. Le date di domanda riportate nella scheda storica sono già trascorse e non possono essere considerate uno sportello attuale. Perciò la misura va classificata come chiusa e non riutilizzabile per nuove candidature. Se l’obiettivo è individuare bandi attivi, questa scheda serve soprattutto come riferimento per confrontare eventuali nuovi strumenti del Ministero o del sistema camerale con una struttura simile.
Cosa verificare prima di procedere
- Lo stato reale dello sportello, perché la pagina riporta termini storici già conclusi.
- Eventuali riaperture o misure successive con contenuti analoghi.
- Tipologie di spesa ammissibili nei bandi più recenti.
- Percentuale di contributo e massimali aggiornati.
- Regole su software, hardware, e-commerce e formazione ICT.
- Possibili bandi camerali territoriali più attuali e compatibili con il progetto.
Come prepararsi alla domanda
Se un’impresa cerca un bando simile, conviene partire dalla definizione del progetto digitale e confrontarlo con misure più recenti e aperte. È utile preparare una lista di investimenti, preventivi e obiettivi operativi, così da cogliere rapidamente eventuali sportelli futuri. In parallelo, può essere prudente monitorare i canali ufficiali del Ministero e delle Camere di commercio per trovare strumenti più attuali su digitalizzazione, e-commerce, cloud o cybersecurity, evitando di basarsi su misure storiche non più presentabili.
Nota di cautela
Questa scheda è informativa e storica. La fonte ufficiale prevale sempre, ma in questo caso le date di domanda risultano concluse e la misura non va considerata un bando aperto.
Dati da verificare sulla fonte ufficiale prima di presentare domanda. Raccontaci il progetto: sito web, eCommerce, CRM, cloud, cybersecurity, automazioni o AI. Ti aiutiamo a capire se esistono bandi o incentivi coerenti. La verifica non sostituisce il parere del soggetto gestore del bando, ma ti aiuta a capire se vale la pena approfondire.Dati principali del bando
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Altri bandi digitali da monitorare
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Bando E-commerce SIMEST: imprese italiane per piattaforme digitali e vendita online all’estero 2026
Finanziamento agevolato SIMEST per progetti di eCommerce internazionale, marketplace e piattaforme proprie. Misura attiva sul portale dal 14/01/2026, con tasso agevolato e possibili quote a fondo perduto per specifici requisiti.
Beneficiari: Tutte le imprese italiane, con particolare attenzione a micro, piccole e medie imprese che realizzano progetti di eCommerce internazionale.

