Search Console misura AI Overviews e AI Mode: cosa mostrano davvero i nuovi report

Google Search Console introduce report dedicati alla visibilità nelle esperienze generative di Search e Discover. Mostrano impression, pagine, Paesi, dispositivi e andamento nel tempo, ma non ancora query, clic o conversioni. Ecco come leggerli senza trasformare ogni impression in una falsa vittoria GEO.

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By Last Updated: Luglio 21st, 202611,8 min read
Search Console misura AI Overviews e AI Mode: cosa mostrano davvero i nuovi report

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Per anni chi si occupa di SEO ha dovuto rispondere a una domanda con strumenti incompleti: il sito compare davvero nelle risposte generate da Google?

AI Overviews e AI Mode erano già presenti nella Search, ma Search Console aggregava la loro visibilità dentro i normali dati del traffico Web. Era possibile osservare impression, clic e variazioni complessive, ma non distinguere chiaramente quanto dipendesse dalle esperienze generative.

Google ha iniziato a colmare questa lacuna.

Il 3 giugno 2026 ha annunciato nuovi report dedicati alla visibilità nelle funzionalità generative di Search Console. I report separano le impression ottenute in AI Overviews, AI Mode e nelle esperienze generative di Discover, mostrando quali pagine sono comparse, in quali Paesi e con quale andamento temporale.

È un passo importante, ma non va interpretato come la nascita di una nuova metrica miracolosa.

I nuovi report rispondono a una domanda precisa:

Quante volte una pagina del sito è stata mostrata come collegamento all’interno di un’esperienza generativa di Google?

Non dicono ancora perché la pagina è stata selezionata, per quale query, con quale ruolo nella risposta o quanto valore economico abbia prodotto quella presenza.

La differenza sembra sottile. In realtà separa un’analisi utile da una nuova stagione di dashboard decorative.

Il punto in breve

Search Console ora può mostrare impression dedicate ad AI Overviews e AI Mode, insieme alle pagine, ai Paesi, ai dispositivi e alle date. Il report non mostra ancora query, posizione, clic specifici o conversioni. È quindi uno strumento per misurare la presenza, non ancora l’efficacia completa della visibilità AI.

Che cosa ha annunciato Google

Google ha introdotto due report distinti:

  • un report dedicato alle funzionalità generative nella Search;
  • un report dedicato alle esperienze generative in Discover.

Il report Search comprende, al momento:

  • AI Overviews;
  • AI Mode.

Google precisa che l’elenco potrà essere aggiornato man mano che evolveranno le esperienze di ricerca.

I dati non sostituiscono il report Prestazioni tradizionale. Le impression provenienti dalle funzionalità generative continuano a essere incluse nei dati complessivi della ricerca Web. Il nuovo pannello offre una vista separata, utile per isolare quella parte della visibilità.

Il rollout è ancora limitato a una parte delle proprietà Search Console. Non vedere il report non significa automaticamente non comparire nelle risposte AI: la proprietà potrebbe non essere ancora inclusa nel test oppure non avere raccolto un volume sufficiente di impression.

Quali dati mostrano i nuovi report

La prima versione del report è costruita soprattutto intorno alle impression.

Impression

L’impression viene registrata quando un collegamento a una pagina del sito viene mostrato a un utente all’interno di una funzionalità generativa supportata.

Il dato non indica necessariamente che l’utente abbia letto il contenuto, riconosciuto il brand o aperto la pagina. Misura la presenza visibile del collegamento nell’esperienza AI.

Nel grafico il dato viene aggregato a livello di proprietà. Se due risultati dello stesso sito compaiono nella medesima esperienza generativa, il totale può essere conteggiato come una sola impression della proprietà.

Questa logica spiega perché il totale del grafico può non coincidere con la somma delle righe della tabella.

Pagine

La dimensione Pagine permette di vedere quali URL hanno ottenuto impression nelle funzionalità generative.

Search Console attribuisce generalmente i dati all’URL canonico finale. Una pagina duplicata, parametrizzata o reindirizzata può quindi non comparire come URL separato nella tabella.

Questa dimensione è la più utile per un lavoro editoriale, perché consente di capire:

  • quali argomenti vengono selezionati più spesso;
  • quali pagine informative emergono;
  • se compaiono anche pagine servizio e case history;
  • quali contenuti aggiornati iniziano a ottenere visibilità;
  • se Google preferisce guide complete o risposte più specifiche.

Il dato, però, va confrontato con Search e Analytics. Una pagina con molte impression AI e nessun comportamento utile dopo il clic potrebbe avere un valore diverso da una pagina meno visibile ma capace di generare contatti.

Paesi

La dimensione Paesi mostra l’origine geografica delle impression.

Per un’azienda italiana può aiutare a distinguere:

  • visibilità sul mercato nazionale;
  • presenze inattese in altri Paesi;
  • contenuti che Google interpreta come internazionali;
  • eventuali problemi di lingua, localizzazione o targeting.

Non bisogna però leggere ogni impression estera come opportunità commerciale. Potrebbe derivare da una query informativa, da un utente in viaggio o da una risposta non coerente con il mercato servito.

Dispositivi

Nel report Search è disponibile anche la dimensione Dispositivi:

  • desktop;
  • mobile;
  • tablet.

Questa distinzione può diventare interessante perché le esperienze AI non vengono necessariamente presentate nello stesso modo su tutti gli schermi.

Una pagina che compare soprattutto su mobile deve essere verificata anche dal punto di vista dell’esperienza successiva al clic: leggibilità, velocità, visibilità del contenuto principale, assenza di elementi invasivi e chiarezza della CTA.

Date

Search Console permette di analizzare l’andamento con granularità:

  • oraria;
  • giornaliera;
  • settimanale;
  • mensile.

I dati più recenti possono essere preliminari e modificarsi nelle ore successive. Le date vengono elaborate secondo il fuso orario del Pacifico, come accade negli altri report di Search Console.

La granularità temporale è utile soprattutto quando una pagina viene:

  • pubblicata;
  • aggiornata;
  • collegata da altri contenuti;
  • rilanciata tramite newsletter o social;
  • interessata da una novità di settore.

Non dimostra però automaticamente un rapporto di causa. Un picco dopo un aggiornamento può dipendere anche da una maggiore domanda, da una modifica di Google o da un evento esterno.

Che cosa non mostrano ancora

Il valore del report si capisce meglio osservando ciò che manca.

Le query

Il limite più importante è l’assenza delle query.

Il report non permette di vedere quali domande abbiano generato la presenza della pagina in AI Overviews o AI Mode.

Questo significa che non possiamo sapere direttamente:

  • quale bisogno stava esprimendo l’utente;
  • quale formulazione ha attivato la risposta;
  • se la pagina è comparsa per una keyword principale o per un sottoargomento;
  • quale parte del contenuto è stata considerata rilevante;
  • se la visibilità è informativa, commerciale o navigazionale.

È un limite sostanziale perché AI Mode può scomporre una domanda in più ricerche correlate attraverso meccanismi di query fan-out. La pagina potrebbe essere stata trovata per un sottoargomento molto diverso dalla domanda iniziale.

I clic dedicati

La prima versione del report generativo è focalizzata sulle impression.

I clic provenienti dalle esperienze AI continuano a confluire nei normali dati della ricerca Web, ma non abbiamo ancora una lettura separata completa che permetta di collegarli facilmente a impression, pagina e funzione generativa.

Di conseguenza non è possibile calcolare con precisione un CTR specifico per ogni presenza AI usando soltanto questo report.

La posizione

Nelle risposte generative non esiste sempre una posizione paragonabile al classico ranking organico.

Un link può comparire:

  • all’interno della risposta;
  • in un carosello di fonti;
  • in un’anteprima laterale;
  • come approfondimento;
  • in una sezione espansa dopo un’interazione.

Ridurre questa varietà a una posizione media potrebbe essere fuorviante. Il problema rimane però aperto: due impression possono avere valori molto diversi in base alla visibilità effettiva del link.

Il ruolo della pagina nella risposta

Il report non spiega se la pagina ha:

  • fornito una definizione;
  • supportato un dato;
  • offerto un esempio;
  • contribuito a un confronto;
  • rappresentato una fonte principale;
  • ricevuto soltanto una citazione marginale.

Senza questa informazione è rischioso usare espressioni come “Google ha scelto il nostro sito come fonte autorevole” basandosi su una semplice impression.

Le conversioni

Search Console non misura il valore commerciale prodotto dopo l’arrivo sul sito.

Per questo il nuovo report deve essere collegato con Analytics, CRM e dati di vendita.

Una presenza AI può avere valore quando porta:

  • lettori realmente interessati;
  • iscrizioni;
  • richieste di contatto;
  • lead qualificati;
  • vendite;
  • una maggiore conoscenza del brand.

Senza questa connessione si rischia di celebrare una crescita delle impression che non cambia nulla per il business.

Perché il totale del grafico può non coincidere con la tabella

Questa differenza può sembrare un errore, ma spesso dipende dalle modalità di aggregazione.

Il grafico viene normalmente aggregato a livello di proprietà. La tabella cambia aggregazione in base alla dimensione selezionata.

Per esempio:

  • Paesi, dispositivi e date vengono aggregati a livello di proprietà;
  • Pagine viene aggregato per URL;
  • alcuni dati possono non essere mostrati per limiti di privacy o volume;
  • la tabella resta soggetta ai normali limiti di righe di Search Console.

Se il grafico mostra 100 impression e la somma delle pagine ne mostra 70, non bisogna concludere subito che trenta impression siano state perse.

Conviene:

  1. controllare la dimensione selezionata;
  2. verificare intervallo e granularità temporale;
  3. esportare i dati;
  4. considerare l’aggregazione per proprietà o URL;
  5. confrontare il comportamento con gli altri report Search Console.

Come leggere il report senza cadere nella vanity metric

Il rischio più prevedibile è trasformare le impression AI nella nuova metrica da esibire nei report mensili.

“Il sito è comparso 10.000 volte nelle risposte generative” sembra un risultato importante. Potrebbe esserlo, ma da solo non risponde alle domande che interessano all’azienda.

Un metodo più utile parte da quattro livelli.

1. Presenza

La prima domanda è semplice:

quali pagine compaiono?

Serve a capire se Google sta selezionando contenuti coerenti con le aree strategiche del sito.

Per WMA, per esempio, sarebbe più interessante vedere emergere pagine su:

  • lead generation B2B;
  • Google Ads;
  • AI marketing;
  • SEO e AI Search;
  • eCommerce;
  • case history.

Una grande quantità di impression su contenuti marginali o poco collegati ai servizi avrebbe un valore inferiore.

2. Pertinenza

La seconda domanda è:

la pagina che compare rappresenta davvero l’attività dell’azienda?

Un contenuto può ottenere molte impression perché risponde bene a una curiosità generale, senza rafforzare il posizionamento commerciale.

Qui bisogna confrontare la pagina con:

  • intento di ricerca;
  • cluster editoriale;
  • servizio collegato;
  • pubblico desiderato;
  • fase del percorso decisionale.

3. Coinvolgimento

La terza domanda riguarda ciò che accade dopo il clic.

In Analytics conviene verificare:

  • sessioni organiche sulla pagina;
  • tempo di coinvolgimento;
  • scroll;
  • pagine successive;
  • ritorno sul sito;
  • interazioni con CTA e moduli.

Non potendo isolare perfettamente tutti i clic AI, l’analisi sarà inizialmente indiziaria. Può comunque mostrare se una pagina con crescente visibilità generativa riceve anche traffico più coinvolto.

4. Valore commerciale

L’ultima domanda è quella che evita di trasformare la SEO in una gara di screenshot:

questa visibilità produce un risultato utile?

Per un sito B2B bisogna collegare, per quanto possibile:

  • pagina di ingresso;
  • richiesta ricevuta;
  • qualità del lead;
  • opportunità commerciale;
  • cliente acquisito;
  • valore generato.

È lo stesso principio applicato alla SEO tradizionale: impression e traffico contano, ma non sostituiscono il risultato.

Il report dimostra che la GEO è separata dalla SEO?

No.

I nuovi report dimostrano che Google ritiene utile separare la misurazione di alcune esperienze generative. Non dimostrano che serva una disciplina tecnica completamente distinta dalla SEO.

La documentazione ufficiale continua a indicare che:

  • non esistono requisiti tecnici aggiuntivi per comparire in AI Overviews o AI Mode;
  • la pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet;
  • restano valide le best practice SEO fondamentali;
  • non servono file speciali per l’AI;
  • non esiste uno schema specifico per ottenere visibilità nelle risposte generative.

Google può usare tecniche come il query fan-out per cercare informazioni su più sottoargomenti. Questo aumenta l’importanza di contenuti:

  • chiari;
  • completi;
  • originali;
  • ben collegati internamente;
  • supportati da esperienza, esempi e fonti;
  • facili da leggere anche fuori dal contesto di una singola keyword.

Non serve creare una pagina per ogni possibile formulazione della domanda.

La nostra posizione resta la stessa: la Generative Engine Optimization può essere utile come modo per descrivere nuove esigenze di visibilità, ma non dovrebbe diventare una scusa per vendere trucchi separati dalla SEO.

Per approfondire il funzionamento delle risposte, è utile anche la guida dedicata a Google AI Overviews.

Cosa controllare subito in Search Console

Se il nuovo report è disponibile nella proprietà, il primo controllo può essere eseguito in meno di trenta minuti.

  1. Seleziona un intervallo di almeno 28 o 90 giorni.
  2. Annota il totale delle impression generative.
  3. Apri la dimensione Pagine.
  4. Esporta gli URL con maggiore visibilità.
  5. Classificali per argomento, intento e valore strategico.
  6. Controlla Paesi e dispositivi.
  7. Confronta le pagine con il report Prestazioni tradizionale.
  8. Apri Analytics e verifica coinvolgimento e conversioni.
  9. Individua contenuti da aggiornare o collegare meglio.
  10. Ripeti il controllo ogni mese, senza reagire a ogni oscillazione giornaliera.

Non conviene modificare subito tutte le pagine che non compaiono.

La presenza nelle esperienze generative può dipendere da domanda, pertinenza, formato della risposta, freschezza, autorevolezza del contenuto e sistemi di Google. Un’assenza iniziale non dimostra automaticamente un problema tecnico.

Se il report non compare

Google sta distribuendo il report a un sottoinsieme di proprietà.

Le ragioni principali per cui potresti non vederlo sono:

  • la proprietà non è ancora inclusa nel rollout;
  • il sito non ha raccolto abbastanza impression generative;
  • la presenza è troppo limitata per essere mostrata;
  • sono stati applicati controlli che escludono il sito dalle funzionalità AI supportate.

Non bisogna quindi installare plugin, creare markup speciali o modificare il sito alla cieca.

Conviene prima verificare:

  • indicizzazione delle pagine importanti;
  • assenza di noindex involontari;
  • direttive snippet;
  • accessibilità a Googlebot;
  • canonical;
  • link interni;
  • qualità e utilità reale dei contenuti.

Per essere idonea come collegamento di supporto in AI Overviews o AI Mode, una pagina deve rispettare i normali requisiti tecnici della Search ed essere idonea a comparire con uno snippet.

Una nuova metrica, non una nuova scorciatoia

I report generativi di Search Console rappresentano un miglioramento concreto.

Finalmente permettono di distinguere almeno una parte della visibilità ottenuta in AI Overviews, AI Mode e Discover. Aiutano a individuare pagine, mercati e andamenti che prima rimanevano nascosti dentro dati aggregati.

Ma il report non risolve ancora la domanda più importante:

Questa presenza sta aiutando persone reali a trovare, capire e scegliere l’azienda?

Per rispondere servono ancora contenuti utili, Search Console, Analytics, CRM e interpretazione.

Le impression AI possono segnalare che Google considera una pagina pertinente per una risposta. Non dimostrano automaticamente autorevolezza, traffico, citazioni, lead o fatturato.

Il vero passo avanti non è avere un altro numero da mettere in dashboard.

È poter collegare meglio:

  • contenuto pubblicato;
  • visibilità generativa;
  • interesse dell’utente;
  • azione sul sito;
  • risultato commerciale.

Finché questi livelli restano separati, parlare di “successo nella ricerca AI” significa raccontare solo una parte della storia.


Fonti ufficiali

I report e i controlli descritti sono in distribuzione progressiva e potrebbero non essere ancora disponibili per tutte le proprietà Search Console.

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11,8 min readPublished On: Luglio 22nd, 2026Last Updated: Luglio 21st, 2026Categories: Web MarketingViews: 1

About the Author: Gentian Hajdaraj

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Gentian Hajdaraj, titolare di Web Marketing Aziendale, è un Lead Generation Strategist che lavora nel mondo del marketing online da oltre dieci anni. E' autore del libro: “Le Nuove Regole del Web Marketing” & "eCommerce Reload".

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