Date e modalità operative devono essere verificate sulla fonte ufficiale prima di procedere.
La pagina consultata segnala il rifinanziamento della misura, ma non una scadenza di domande utilizzabile come termine di sportello.
Indice dei contenuti
Sintesi del bando
La Nuova Sabatini è una misura nazionale storica per sostenere gli investimenti produttivi delle PMI e, secondo la pagina ufficiale MIMIT consultata, nel 2026 è stata rifinanziata con nuove risorse. Il richiamo agli investimenti 4.0 evidenzia la rilevanza per tecnologie come cloud computing, cybersecurity, banda ultralarga e altri asset digitali connessi alla modernizzazione dei processi aziendali. La fonte acquisita qui, tuttavia, non consente di confermare una specifica finestra di apertura o scadenza riferita alle domande del 2026, quindi il bando va considerato come misura in monitoraggio, utile soprattutto per chi sta pianificando investimenti hardware, software e infrastrutturali con contenuto digitale.
A chi si rivolge
La misura riguarda le PMI che intendono effettuare investimenti in beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, secondo le regole della Nuova Sabatini e delle sue eventuali articolazioni 4.0. La pagina MIMIT richiama esplicitamente l’ambito degli investimenti tecnologici e digitali, ma la verifica dei requisiti anagrafici, dimensionali, settoriali e documentali va fatta sull’avviso applicativo vigente. È quindi interessante per imprese che vogliono strutturare un progetto di crescita digitale, ma non per chi cerca un semplice contributo a spese di comunicazione o marketing isolate.
Cosa finanzia
La fonte MIMIT richiama investimenti in tecnologie come big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, nell’ambito degli investimenti 4.0. In pratica, la misura può sostenere l’acquisto di beni strumentali e, secondo la disciplina applicabile, anche alcuni software o componenti immateriali coerenti con il progetto. Non sono però riportati qui importi puntuali, aliquote aggiornate o limiti specifici per il 2026: questi dettagli restano da verificare sul testo della misura e sui relativi decreti di rifinanziamento o attuazione.
Progetti digitali potenzialmente collegati
La misura è utile per investimenti che rafforzano l’infrastruttura digitale dell’impresa. L’aderenza ai progetti deve essere verificata in base ai beni finanziabili e al loro legame con il processo produttivo o organizzativo.
- server, storage e componenti cloud-ready;
- soluzioni di cybersecurity per la protezione dei dati;
- reti e connettività ad alta capacità;
- software gestionali collegati a CRM o automazioni interne, se ammissibili;
- strumenti per eCommerce e integrazione dei canali digitali, da verificare nella versione applicabile;
- hardware e infrastrutture per siti web, servizi digitali e analisi dati.
Per advertising, SEO e marketing automation l’ammissibilità dipende dal tipo di bene e dalla disciplina vigente, quindi va verificata con attenzione.
Importi, percentuali e tempistiche
La pagina consultata conferma il rifinanziamento della misura, ma non esplicita qui il perimetro operativo completo delle domande 2026. Non si dispone, in questa ricerca, di una scadenza utile da riportare come finestra beneficiari; perciò la scheda deve essere trattata come riferimento informativo su una misura ricorrente, con dettagli attuativi da verificare prima della presentazione. Se il progetto è pronto, conviene controllare la presenza di eventuali periodi di sospensione, esaurimento fondi o aggiornamenti sull’istruttoria.
Cosa verificare prima di procedere
- versione esatta della misura applicabile nel 2026;
- beni materiali e immateriali ammissibili;
- eventuali componenti 4.0 e requisiti tecnici;
- importi finanziabili e durata dell’agevolazione;
- regole di cumulabilità con altri incentivi;
- documentazione bancaria e tempi di erogazione.
Come prepararsi alla domanda
Prima di muoversi è utile definire il piano di investimento con precisione, distinguendo i beni strettamente produttivi da quelli accessori. Conviene verificare che il progetto sia coerente con gli obiettivi di digitalizzazione dell’impresa e raccogliere preventivi tecnici allineati alle regole applicabili. Se l’investimento riguarda cloud, cybersecurity o sistemi gestionali, può essere utile far emergere chiaramente come migliorano efficienza, sicurezza e continuità operativa. Un confronto preliminare con il proprio consulente o con i riferimenti camerali può aiutare a evitare errori formali.
Nota di cautela
Questa scheda non sostituisce i testi ufficiali. Prima di presentare domanda, verificare sempre le condizioni aggiornate sul sito del MIMIT e sugli eventuali decreti attuativi o guide operative.
Dati da verificare sulla fonte ufficiale prima di presentare domanda. Raccontaci il progetto: sito web, eCommerce, CRM, cloud, cybersecurity, automazioni o AI. Ti aiutiamo a capire se esistono bandi o incentivi coerenti. La verifica non sostituisce il parere del soggetto gestore del bando, ma ti aiuta a capire se vale la pena approfondire.Dati principali del bando
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Altri bandi digitali da monitorare
Bando Voucher Cloud & Cybersecurity: PMI e lavoratori autonomi, MIMIT 2026
Contributo a fondo perduto per servizi cloud e cybersecurity. La misura è attiva, ma per le imprese la data di apertura delle domande è da verificare sulla fonte ufficiale.
Beneficiari: PMI e lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale.
Bando Voucher digitalizzazione PMI: micro e piccole imprese e professionisti, Regione Piemonte 2026
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Bando E-commerce SIMEST: imprese italiane per piattaforme digitali e vendita online all’estero 2026
Finanziamento agevolato SIMEST per progetti di eCommerce internazionale, marketplace e piattaforme proprie. Misura attiva sul portale dal 14/01/2026, con tasso agevolato e possibili quote a fondo perduto per specifici requisiti.
Beneficiari: Tutte le imprese italiane, con particolare attenzione a micro, piccole e medie imprese che realizzano progetti di eCommerce internazionale.

