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OpenClaw è un assistente AI operativo: non si limita a rispondere in chat, ma può eseguire azioni reali come gestire email e calendario, automatizzare task e interagire con strumenti esterni (inclusi canali di messaggistica come WhatsApp o Telegram).
Questa è la sua forza—e anche il motivo per cui va trattato come un software con superpoteri: se lo configuri male o installi estensioni non affidabili, i rischi diventano concreti (furto credenziali, accesso a file, esecuzione comandi indesiderati).
TL;DR
- Cos’è: assistente AI open source e self-hosted che può usare tool e automazioni.
- Perché è diverso da una chat: ha tool access, memoria/stato e integrazioni operative.
- Rischio principale: è un “agent” con accesso a strumenti → superficie d’attacco alta.
- Regola d’oro: parti “safe by default” (tool pericolosi spenti), abilita solo ciò che serve e verifica qualsiasi skill/plugin.
Cos’è OpenClaw (e cosa lo rende diverso da una “chat”)
Una chat AI classica produce testo. Questo assistente AI operativo invece è pensato come gateway tra te e un set di strumenti: riceve richieste, ragiona e può fare (invio email, automazioni, chiamate API, operazioni via dashboard o messaggistica).
A livello concettuale può:
- mantenere memoria e stato (sessioni, profili, contesto)
- collegarsi a uno o più LLM provider (con possibili fallback)
- usare tool “ad alto impatto” (web, browser automation, exec/terminal) se abilitati
- esporre una Control UI/Dashboard e/o integrarsi con canali chat (Telegram, WhatsApp, ecc.)
È pubblicato e mantenuto su GitHub come open source personal AI assistant.
Leggi anche: Moltbook: il “social network per agenti AI” (senza umani)
A cosa serve (use case pratici)
1) Uso personale (produttività)
- gestione email, follow-up, promemoria
- appuntamenti e sincronizzazione calendario
- workflow “da chat”: comandi brevi → azioni ripetibili
2) Uso lavoro/team
- checklist operative, report periodici, aggiornamenti
- integrazione con tool e sistemi (in base alle skill abilitate)
- controllo tramite policy/allowlist e autorizzazioni
3) Uso “agentic” avanzato (area ad alto rischio)
- browser automation
- web fetch/search
- esecuzione comandi (exec) e processi in background
Se attivi tool come exec o browser automation, stai passando da “assistente” a “operatore di sistema”. Serve governance.
Prerequisiti (prima di installare)
OpenClaw richiede Node recente (nelle quickstart viene indicato Node 22+).
Best practice consigliate, soprattutto per uso serio:
- usa un ambiente dedicato (VM, macchina separata o almeno utente OS dedicato)
- usa chiavi/API con permessi minimi (principio del least privilege)
- parti in sola lettura: tool pericolosi spenti, abilitali gradualmente
Installazione: macOS / Linux (script ufficiale)
curl -fsSL https://openclaw.ai/install.sh | bash
Opzioni utili:
Mostrare i flag disponibili
curl -fsSL https://openclaw.ai/install.sh | bash -s -- --help
Installare senza onboarding (utile per setup headless)
curl -fsSL https://openclaw.ai/install.sh | bash -s -- --no-onboard
In generale l’installer verifica dipendenze, assicura Node, installa via npm (default) e avvia/prospetta l’onboarding.
Installazione Windows (PowerShell)
iwr -useb https://openclaw.ai/install.ps1 | iex
Primo avvio: onboarding, gateway e dashboard
Flusso tipico suggerito dalla quickstart:
1) Onboarding (auth, gateway, canali opzionali)
openclaw onboard --install-daemon
2) Verifica stato gateway
openclaw gateway status
3) Apri la Control UI (dashboard)
openclaw dashboard
Deploy su VPS / Cloud (sempre acceso)
Se vuoi OpenClaw attivo 24/7, la scelta comune è una VPS con accesso controllato (VPN/tailnet, firewall, token).
Best practice su VPS:
- non esporre il gateway “aperto” su Internet
- quando possibile fai bind su loopback
- accesso remoto via rete privata + autenticazione forte
Skills/estensioni: potenza e punto critico
OpenClaw può essere esteso con skills/plugin, installabili anche via UI. Alcune guide descrivono registry pubblici e installazioni “one-click”.
Il problema: se un registry è pubblico, può diventare terreno di attacchi “supply chain”. Negli ultimi giorni sono state riportate campagne di skills malevole (furto credenziali, social engineering, invito a eseguire comandi offuscati).
Tratta ogni skill come un eseguibile: se non la verifichi, stai eseguendo codice di terzi con accesso ai tuoi strumenti.
Rischi principali (in modo pratico)
1) Prompt injection
Un attaccante può inserire istruzioni malevole in:
- messaggi chat
- pagine web lette dal bot
- allegati o testo incollato
Obiettivo: convincere l’agente a ignorare regole e fare cose non desiderate (leggere file, eseguire comandi, esfiltrare dati).
Mitigazione reale: non “il prompt di sistema”, ma enforcement:
- allowlist
- approvazioni (human-in-the-loop)
- sandbox
- limitazione tool
2) Tool ad alto rischio abilitati senza governance
Abilitare exec/browser/web_fetch/web_search senza controlli aumenta drasticamente la superficie d’attacco.
3) Skills malevole o non verificate (supply chain)
Una skill “legittima” può:
- introdurre comportamenti dannosi
- spingerti a installare malware con comandi manuali
- rubare token e dati via log/file
4) Gateway esposto / misconfigurazioni
Il gateway (porta di default indicata spesso come 18789) se esposto senza firewall/auth adeguata diventa un bersaglio.
5) Segreti su disco e log/sessioni
In directory di stato (es. ~/.openclaw) possono vivere:
- config
- credenziali/token
- sessioni
- output dei tool
Se una skill/agente ottiene accesso in lettura a quei file, può esfiltrare segreti.
Checklist “Safe by default” (copia-incolla operativa)
- Esegui OpenClaw con utente OS dedicato (non il tuo utente principale)
- Tieni il gateway su loopback e accedi via VPN/tailnet (non bind pubblico)
- Imposta token/password del gateway e ruotali se sospetti compromissioni
- Disabilita/limita tool ad alto rischio (exec/browser/web_fetch/web_search) e abilitali solo quando servono
- Attiva sandboxing quando disponibile e limita l’accesso al filesystem
- Usa allowlist per DM/gruppi; evita bot in stanze pubbliche
- Installa skills solo verificate (o con code review). Considerale “codice eseguibile”
- Tratta link/allegati/testo incollato come ostile, anche se arriva da contatti fidati
- Proteggi directory di stato e log (permessi stretti, backup sicuri)
Nota su policy e contesto (importante)
Negli ultimi giorni sono emerse segnalazioni e avvisi pubblici legati a rischi derivanti da configurazioni improprie e dall’ecosistema di estensioni. In alcuni paesi sono state pubblicate note/avvertenze istituzionali sui rischi di sicurezza collegati a OpenClaw.
- Security researchers found hundreds of malicious add-ons on ClawHub
- Malicious OpenClaw ‘skill’ targets crypto users on ClawHub — 14 malicious skills were uploaded to ClawHub last month
- China warns of security risks linked to OpenClaw open-source AI agent
Conclusione
OpenClaw è interessante perché porta l’AI fuori dalla chat e dentro l’operatività quotidiana. Ma proprio perché può usare tool e automazioni, va configurato con mentalità “zero trust”: meno privilegi, meno superficie d’attacco, estensioni verificate, gateway non esposto.









