Indice dei contenuti

Condividi!
Il ROAS (Return On Ad Spend) misura quanti ricavi attribuiti alla pubblicità vengono generati per ogni euro speso in advertising.
La formula base è semplice:
ROAS = Ricavi attribuiti alla pubblicità / Spesa pubblicitaria
Se una campagna genera 4.000 € di ricavi con 1.000 € di spesa, il ROAS è 4x: per ogni euro investito in advertising sono stati attribuiti quattro euro di ricavi.
Il ROAS è utile per confrontare campagne, canali e segmenti, ma non misura da solo la profittabilità. Non sottrae automaticamente costo del prodotto, logistica, resi, commissioni, costi commerciali o altre spese operative. Per questo va letto insieme a margine, CAC, LTV e ROI.
ROAS: significato
ROAS significa Return On Ad Spend, traducibile come ritorno sulla spesa pubblicitaria.
Risponde a una domanda precisa:
quanti ricavi attribuiamo alla pubblicità per ogni euro di budget media?
È quindi una metrica specifica dell’advertising. Non va confusa con il ROI (Return on Investment), che ha un perimetro economico più ampio e cerca di valutare il ritorno dell’investimento considerando costi e risultato economico.
Formula del ROAS
La formula è:
ROAS = Ricavi attribuiti alla campagna / Spesa pubblicitaria
Il risultato può essere espresso come rapporto, per esempio 4x, oppure come percentuale, in questo caso 400%.
È importante non cambiare convenzione nel confronto tra report: 4x e 400% indicano lo stesso rapporto, ma una dashboard incoerente può generare errori di lettura.
Esempio di calcolo
Supponiamo che una campagna Google Ads abbia:
- spesa pubblicitaria: 2.000 €;
- ricavi attribuiti: 7.000 €.
ROAS = 7.000 / 2.000 = 3,5x
La campagna ha quindi generato 3,50 € di ricavi attribuiti per ogni euro speso.
ROAS e profitto: perché 4x non significa guadagnare 4 euro
Il ROAS confronta ricavi e spesa advertising. Non dice quanto profitto rimane.
Immaginiamo:
- spesa advertising: 1.000 €;
- ricavi attribuiti: 4.000 €;
- margine lordo sui ricavi: 40%.
Il ROAS è 4x. Il margine lordo generato, prima di considerare altri costi, è però:
4.000 € × 40% = 1.600 €
Sottraendo la spesa advertising restano 600 € prima degli altri eventuali costi attribuibili. Il risultato economico dell’investimento pubblicitario non è quindi “4x di profitto”.
Se assumiamo, per semplicità, che il margine lordo sia l’unico risultato economico rilevante oltre alla spesa media, il ROI della campagna sarebbe:
ROI = (1.600 − 1.000) / 1.000 × 100 = 60%
È proprio questa differenza che rende ROAS e ROI complementari.
ROAS vs ROI: differenze
| Metrica | Cosa confronta | Utilità principale | Limite |
|---|---|---|---|
| ROAS | Ricavi attribuiti / spesa pubblicitaria | Ottimizzare campagne, canali, creatività e segmenti | Non rappresenta automaticamente il profitto |
| ROI | Risultato economico / investimento | Valutare il ritorno economico dell’investimento | Richiede un perimetro di costi e ricavi coerente |
In sintesi: ROAS guarda soprattutto alla resa pubblicitaria; ROI guarda alla redditività dell’investimento.
Qual è un buon ROAS?
Non esiste un ROAS universalmente buono.
Un valore sostenibile dipende almeno da:
- margine lordo;
- resi e rimborsi;
- commissioni e costi variabili;
- quota di nuovi clienti rispetto ai clienti esistenti;
- frequenza di riacquisto;
- Customer Lifetime Value (LTV);
- Customer Acquisition Cost (CAC);
- orizzonte temporale considerato.
Per questo è rischioso usare benchmark generici del tipo “un buon ROAS deve essere sempre 3x o 4x”. Lo stesso ROAS può essere profittevole per un business e insostenibile per un altro.
Come calcolare il ROAS di pareggio
Una prima stima del break-even ROAS può essere ricavata dal margine disponibile prima della pubblicità.
In un modello molto semplificato:
ROAS di pareggio ≈ 1 / margine di contribuzione percentuale prima dell’advertising
Se il margine disponibile prima della pubblicità è il 40%:
1 / 0,40 = 2,5x
Con queste ipotesi, un ROAS inferiore a 2,5x non coprirebbe la spesa advertising; sopra 2,5x inizierebbe a generare contribuzione positiva.
La formula va però adattata al business. Se resi, commissioni, shipping, costi di fulfillment o altri costi variabili non sono già inclusi nel margine utilizzato, devono essere considerati prima di prendere decisioni.
ROAS attribuito e ROAS incrementale
Un altro punto spesso ignorato è la differenza tra ricavi attribuiti e ricavi realmente incrementali.
Le piattaforme pubblicitarie attribuiscono conversioni secondo finestre e modelli propri. Questo non significa necessariamente che tutte quelle vendite siano state causate dalla pubblicità.
| Tipo | Numeratore | Domanda |
|---|---|---|
| ROAS attribuito | Ricavi attribuiti dalla piattaforma o dal modello analytics | Quale valore viene associato alla campagna? |
| ROAS incrementale | Ricavi aggiuntivi stimati come causati dalla pubblicità | Quanto valore in più avremmo perso senza la campagna? |
Per decisioni tattiche quotidiane il ROAS attribuito resta utile. Per allocazioni di budget importanti, test di incrementalità, geo experiment, holdout o altre metodologie causali possono offrire una lettura più solida.
ROAS per nuovi clienti e ROAS blended
Un ROAS complessivo può nascondere una parte importante della realtà: quanto fatturato arriva da clienti già acquisiti?
Per questo, quando i dati lo permettono, è utile distinguere:
- New Customer ROAS: ricavi attribuiti a nuovi clienti / spesa advertising;
- Returning Customer ROAS: ricavi attribuiti a clienti esistenti / spesa advertising;
- Blended ROAS: ricavi complessivi attribuiti / spesa advertising.
Una campagna può mostrare un ROAS blended elevato perché intercetta clienti che avrebbero acquistato comunque. Separare nuovi ed esistenti aiuta a leggere meglio il contributo reale all’acquisizione.
ROAS nelle campagne B2B
Nel B2B il ROAS può essere difficile da usare direttamente quando la conversione pubblicitaria genera un lead, mentre il ricavo arriva settimane o mesi dopo.
In questi casi è spesso più utile collegare advertising e CRM e seguire il percorso:
spesa → lead → MQL → SQL → opportunity → pipeline → cliente → revenue
Il ROAS può diventare una metrica finale quando il revenue viene riportato correttamente alla sorgente. Prima di quel momento, CPL, cost per MQL, cost per SQL, pipeline generata e CAC possono essere indicatori più affidabili. È lo stesso approccio descritto nella guida ai KPI Marketing B2B.
Target ROAS in Google Ads: cosa significa
Il target ROAS è anche un obiettivo utilizzato nei sistemi di bidding automatico di Google Ads. In questo contesto non descrive soltanto una metrica consuntiva: comunica al sistema il rapporto di valore/conversione che si vuole ottenere rispetto alla spesa.
Un target troppo aggressivo può limitare volume e opportunità; un target troppo permissivo può aumentare la spesa su conversioni poco redditizie. Il valore corretto dipende da margini, qualità dei dati di conversione, obiettivi di crescita e capacità del business di monetizzare i clienti acquisiti.
Per una lettura più ampia delle campagne puoi approfondire la pagina sulla pubblicità online.
Come migliorare il ROAS
Migliorare il ROAS non significa soltanto abbassare il CPC. Le leve principali agiscono su tutto il sistema.
1. Migliora il tasso di conversione
Landing page, schede prodotto, checkout, velocità, messaggio e offerta possono aumentare il valore ottenuto a parità di traffico acquistato.
2. Aumenta l’AOV
Bundle, upsell, cross-sell e soglie di spedizione possono aumentare il valore medio dell’ordine, purché non riducano eccessivamente il margine.
3. Migliora il valore inviato alle piattaforme
Se conversion value, acquisti e revenue vengono misurati in modo incompleto, l’algoritmo ottimizza verso un segnale sbagliato. La qualità del measurement è parte dell’ottimizzazione.
4. Segmenta per margine e valore cliente
Prodotti con lo stesso fatturato possono produrre margini molto diversi. Quando possibile, il bidding dovrebbe riflettere il valore economico e non soltanto il revenue lordo.
5. Lavora su nuovi clienti e retention
Un cliente acquisito può generare valore oltre il primo ordine. Per questo ROAS, CAC e LTV devono essere letti insieme, evitando però di usare un LTV teorico per giustificare campagne che non mostrano retention reale.
6. Riduci dispersione e misurazione duplicata
Conversioni duplicate, finestre diverse, resi non sottratti e tracking incoerente possono gonfiare artificialmente il ROAS riportato.
ROAS, CAC e LTV: tre metriche diverse
| Metrica | Domanda principale |
|---|---|
| ROAS | Quanti ricavi attribuiti genera ogni euro di advertising? |
| CAC | Quanto costa acquisire realmente un nuovo cliente? |
| LTV | Quanto valore genera il cliente durante la relazione? |
| ROI | Qual è il ritorno economico dell’investimento? |
Una campagna con ROAS elevato può avere un CAC insostenibile in presenza di margini bassi. Al contrario, una campagna con ROAS iniziale più basso può essere economicamente interessante se acquisisce clienti con retention e valore nel tempo superiori.
Errori comuni nel calcolo del ROAS
- Confondere ricavi e profitto. Il numeratore del ROAS è normalmente revenue attribuito, non utile.
- Ignorare resi e cancellazioni. Il revenue riportato in piattaforma può essere superiore al valore effettivamente incassato.
- Confrontare finestre di attribuzione diverse. Due piattaforme possono attribuire la stessa vendita in modo differente.
- Valutare soltanto il ROAS medio. Il rendimento marginale può peggiorare quando si aumenta il budget.
- Usare benchmark esterni come target automatici. Il break-even dipende dalla propria struttura economica.
- Mescolare nuovi clienti e clienti esistenti. Un ROAS alto può riflettere domanda già acquisita.
Come leggere il ROAS in una dashboard
Il ROAS diventa più utile quando viene segmentato e contestualizzato. Una dashboard può includere:
- spesa;
- ricavi attribuiti;
- ROAS;
- margine o contribution margin;
- nuovi clienti;
- CAC;
- AOV;
- tasso di reso;
- revenue per nuovo vs returning customer;
- LTV per coorte o canale, quando disponibile.
Per confrontare ROAS con altre metriche puoi usare anche il calcolatore di metriche marketing.
Domande frequenti sul ROAS
Cosa significa ROAS?
ROAS significa Return On Ad Spend, cioè ritorno sulla spesa pubblicitaria. Misura il rapporto tra ricavi attribuiti alla pubblicità e budget advertising.
Come si calcola il ROAS?
ROAS = ricavi attribuiti / spesa pubblicitaria. Con 5.000 € di ricavi e 1.000 € di spesa, il ROAS è 5x o 500%.
ROAS e ROI sono la stessa cosa?
No. Il ROAS confronta ricavi attribuiti e spesa pubblicitaria; il ROI valuta il ritorno economico dell’investimento considerando il risultato al netto dei costi inclusi nel perimetro.
Qual è un buon ROAS?
Non esiste una soglia universale. Dipende da margine, resi, costi variabili, CAC, LTV e obiettivi di crescita.
Cos’è il break-even ROAS?
È il ROAS al quale la contribuzione generata dai ricavi copre la spesa pubblicitaria, date le ipotesi di margine e costi utilizzate.
Perché il ROAS della piattaforma può essere diverso da quello aziendale?
Finestre di attribuzione, modelli diversi, resi, conversioni duplicate, vendite offline e definizioni differenti di revenue possono produrre valori diversi.
In sintesi
Il ROAS è una metrica utile per capire la resa dell’advertising, ma acquista valore solo quando viene collegato all’economia reale dell’azienda.
La domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto è alto il ROAS?”, ma:
“questo livello di ROAS sta acquisendo clienti e generando margine in modo sostenibile?”
Condividi questa storia, scegli tu dove!
Post correlati
Post correlati
Il CPC ovvero il costo per clic è una metrica di performance rappresenta il costo che paghi per ogni singolo clic sul tuo annuncio pubblicitario. Il Costo Per Click dipende da diversi fattori, tra cui [...]
L’Account-Based Marketing, spesso abbreviato in ABM, è una strategia di marketing B2B che cambia il punto di partenza della lead generation. Nel marketing tradizionale si parte spesso da un pubblico ampio: si creano campagne, si [...]
Cos'è il 3v Marketing Mix Il 3V marketing mix è un metodo alternativo e supplementare che aiuta a determinare la strategia di prodotto e il portafoglio prodotti di un'azienda. Il marketing mix 3V è un [...]



