Il Marketing 80/20: Ottieni più con meno sforzo nella tua strategia di marketing

Marketing 80/20
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Marketing 80/20: Massimizza i risultati concentrandoti sulle attività di maggior impatto

C’è un momento (di solito tra lunedì mattina e mercoledì pomeriggio) in cui ti rendi conto di una cosa: stai facendo tante attività di marketing… ma i risultati non crescono alla stessa velocità. Pubblicazioni, newsletter, post, ADV, “provare TikTok”, cambiare il bottone, rifare l’headline, aggiungere un pop-up, togliere il pop-up, rimettere il pop-up perché “lo fa anche X”.

Nel frattempo, le vendite arrivano sempre dalle solite due o tre cose: quel canale che performa davvero, quel tipo di offerta che converte, quel segmento di clienti che compra senza farti impazzire. È qui che entra in scena il principio dell’80/20.

Il principio dell’80/20, noto anche come principio di Pareto o regola del 20%, afferma che l’80% degli effetti deriva dal 20% delle cause. Nel contesto del marketing, questo principio suggerisce che la maggior parte dei risultati derivi da una piccola parte degli sforzi compiuti. Tradotto: se oggi ti senti in una “lavatrice di attività”, probabilmente non ti serve fare di più. Ti serve fare meglio quel 20% che sposta il fatturato.

In questa guida ti porto dentro il Marketing 80/20 con un taglio pratico: come riconoscere dove sei disperso, come fare l’analisi con i dati che hai già (senza inventarti KPI fantascientifici) e come trasformare l’80/20 in una strategia operativa che regge anche quando aumentano i canali, i competitor e la complessità (sì, anche nel 2025 con AI, automation e mille touchpoint).

Obiettivo: farti uscire da qui con una cosa chiara in testa. Quali sono le 3-5 attività che, se fatte bene e con costanza, generano la parte più grande dei risultati nel tuo business.

Comprendere il principio dell’80/20 (senza mitizzarlo)

Il principio di Pareto prende il nome da Vilfredo Pareto, economista italiano del XIX secolo, che osservò come una grande parte della ricchezza fosse concentrata in una piccola porzione della popolazione. Questa proporzione si ritrova spesso in contesti diversi: errori, guasti, reclami, performance, vendite. Non è una legge matematica rigida. È un modello mentale che ti aiuta a fare una cosa che nel marketing è vitale: prioritizzare.

Nel marketing, l’80/20 si vede in mille forme:

  • Clienti: spesso una piccola quota di clienti genera gran parte dei profitti (e anche gran parte della serenità).
  • Prodotti/servizi: pochi prodotti trainano fatturato e marginalità, mentre altri “occupano spazio” (catalogo, assistenza, gestione).
  • Canali: 1-2 canali fanno il grosso del risultato, gli altri sono rumorosi o utili solo in certe fasi.
  • Contenuti: una manciata di pagine/articoli/landing generano la maggior parte del traffico e dei lead.
  • Campagne: 2-3 angle, hook o creatività battono tutte le altre messe insieme.

La parte interessante è che l’80/20 non serve per “tagliare il superfluo” a caso. Serve per decidere dove mettere attenzione, budget e tempo, e dove invece fare il minimo necessario senza farti risucchiare.

Errore comune: usare l’80/20 come scusa per trascurare le basi (“tanto conta solo il 20%”). In realtà, le basi (tracking, offerta chiara, sito funzionante, follow-up, customer care) sono il pavimento su cui poggia tutto. L’80/20 ti aiuta a scegliere cosa costruire sopra quel pavimento.

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Analisi dell’80/20 nel tuo business: da “sensazioni” a numeri

Per applicare davvero l’80/20, devi fare una cosa che tanti evitano: guardare i dati. Non serve un data team. Serve disciplina e qualche fonte affidabile. Se ti manca il tracking, questa guida ti sembrerà “filosofica”. Se hai anche solo GA4, un CRM, Shopify/WooCommerce o le statistiche dell’email marketing, puoi già fare molto.

1) Analisi 80/20 dei clienti: chi ti fa guadagnare (e chi ti costa)

Inizia da qui, perché è la leva più potente: spesso il problema non è “più lead”, ma migliori lead. E spesso i migliori lead somigliano ai tuoi migliori clienti attuali.

Come fare:

  • Esporta gli ultimi 6-12 mesi di clienti (o opportunità chiuse) e aggiungi: fatturato, margine (se ce l’hai), numero ordini, costi di assistenza/reso, tempo medio di chiusura, canale di acquisizione (quando possibile).
  • Ordina per valore: fatturato o (meglio) margine.
  • Guarda la distribuzione: quanto pesa il top 20%?

Domande chiave (che valgono oro):

  • Quali caratteristiche hanno i clienti top? Settore, dimensione, area geografica, bisogno principale, ticket medio.
  • Quali canali li portano? SEO, referral, ADV, partner, email, outbound.
  • Qual è la differenza tra chi compra e chi “chiede info” e sparisce?

Qui spesso succede una cosa: scopri che stai investendo tanto su audience che non diventerà mai cliente premium, mentre il segmento che ti rende di più è sotto-alimentato.

2) Analisi 80/20 di prodotti/servizi: cosa vendi davvero

Se hai più offerte, pacchetti, servizi, piani o categorie prodotto, fai la stessa cosa: ordina per fatturato e margine. Non farti ingannare dal “si vende tanto”: un prodotto può vendere tanto e lasciarti poco (o crearti costi indiretti: logistica, resi, ticket).

Un risultato tipico dell’80/20 qui è: 2-3 “hero product” o 1-2 servizi core fanno la differenza. Il resto è utile solo se sostiene i core (upsell, cross-sell, ingresso) oppure è un museo di idee che ti complica la vita.

3) Analisi 80/20 dei canali: dove arrivano clienti di valore

Qui la trappola è guardare solo metriche “vanity” (impression, follower, traffico totale) e ignorare ciò che conta: lead qualificati, conversioni, LTV.

Guarda questi indicatori per canale:

  • Numero lead / vendite generate
  • Costo per lead / costo per acquisizione (CPA)
  • Tasso di conversione lead → cliente
  • Valore medio ordine o ticket
  • Tempo medio di conversione
  • Qualità (resistenze, richieste, churn)

Nota importante: l’80/20 nei canali spesso è “storto”. Un canale può portare poche vendite ma di altissimo valore, oppure può essere lento ma stabile (SEO), oppure veloce ma volatile (ADV). Il punto non è eliminare, è ridistribuire.

4) Analisi 80/20 dei contenuti e delle pagine: le tue “mini-macchine”

Se hai un sito, quasi sicuramente hai pagine che fanno il lavoro sporco per te (e altre che non le visita nemmeno tua madre).

Controlla:

  • Top pagine per traffico organico
  • Top pagine per conversioni (lead, acquisti, click su CTA)
  • Top query che portano utenti “pronti”
  • Landing page delle campagne: quali reggono davvero il budget

Spesso il 20% delle pagine genera l’80% dei lead. E spesso quelle pagine sono “sotto-ottimizzate”: CTA deboli, proof scarse, form troppo lungo, proposta poco chiara. Qui c’è un’opportunità enorme: ottimizzare ciò che già funziona è più facile che inventarsi l’ennesimo canale nuovo.

Strategie di marketing basate sull’80/20 (quelle che muovono il conto corrente)

Ok, hai individuato il tuo 20%. Ora non serve fare un PowerPoint. Serve tradurre in scelte operative. Le strategie sotto sono classiche, ma le vediamo in ottica 80/20: meno dispersione, più leva.

  1. Segmentazione e targeting: smetti di parlare a tuttiL’80/20 ti dice che non tutti i clienti valgono uguale. Quindi non ha senso fare messaggi “generalisti” sperando che “qualcuno capisca”. Identifica i segmenti più redditizi e costruisci messaggi, creatività e offerte su misura.

    Azioni pratiche:

    • Crea 2-3 profili target reali (basati su clienti top, non su fantasia).
    • Per ogni profilo: problema principale, obiezione principale, motivo per cui compra, alternativa che sta considerando.
    • Allinea landing, annunci, email e sales call a quel profilo.

    Se fai B2B: spesso il top 20% sono aziende con bisogno urgente + budget + decisore coinvolto. Se fai eCommerce: spesso sono clienti repeat, bundle buyer o categorie ad alta marginalità.

  2. Posizionamento differenziato: spingi dove sei davvero forteUna grande perdita di energie avviene quando cerchi di “competere su tutto”. L’80/20 ti invita a fare il contrario: scegli il tuo punto forte e rendilo inconfondibile.

    Domande da farti:

    • Qual è il prodotto/servizio che chiude più facilmente?
    • Quale promessa è credibile perché puoi provarla?
    • Quali risultati concreti porti, con quali tempi, per chi?

    Il posizionamento non è uno slogan. È una scelta: chi attrai e chi lasci fuori. Paradossalmente, più sei specifico, più aumentano conversioni e qualità lead.

  3. Marketing automatizzato: usa l’automazione per proteggere il tuo 20%L’automazione non serve a fare “più cose”. Serve a fare con costanza le cose che funzionano: nurturing, follow-up, riattivazione, upsell, onboarding. Il marketing è pieno di opportunità sprecate perché nessuno richiama, nessuno risponde, nessuno segue.

    Azioni 80/20 tipiche:

    • Sequence di follow-up per lead caldi (email + WhatsApp se consentito + call scheduling).
    • Nurturing per lead freddi con contenuti “mirati” (non newsletter generica).
    • Post-acquisto e cross-sell per aumentare LTV.
    • Winback per clienti inattivi.

    Nel 2025, anche l’AI può aiutare: non per “fare magia”, ma per velocizzare contenuti, varianti, segmentazioni, analisi. Sempre con controllo umano e KPI chiari.

  4. Ottimizzazione dei canali di marketing: potenzia quelli che già rendonoQui c’è una regola semplice: prima di aprire un nuovo canale, porta quello migliore da 6/10 a 8/10. È meno sexy, ma più redditizio.

    Come si fa? Con metodo:

    • Se il canale è SEO: aggiorna e potenzia le pagine che già portano traffico e lead (CTA, proof, intent).
    • Se il canale è ADV: lavora su creatività, angoli, offerte e landing (non solo su targeting).
    • Se il canale è email: segmenta e crea flussi, non solo invii “a tutta la lista”.
    • Se il canale è referral/partner: rendi il passaparola “progettato”, non casuale.

    Un’area che spesso è un moltiplicatore immediato è l’ottimizzazione delle landing page: puoi aumentare conversioni senza aumentare budget. E sì, è uno dei classici “20%” che impatta tanto.

  5. Creazione di offerte irresistibili: non è il canale, è l’offertaMolti business cercano la soluzione in un nuovo canale quando in realtà la leva è l’offerta. Il marketing non salva un’offerta confusa. E un’offerta forte rende “facile” qualsiasi canale.

    Offerta irresistibile non significa sconti folli. Significa:

    • Promessa chiara (cosa ottieni e per chi).
    • Prove credibili (case study, recensioni, numeri, demo).
    • Rischio percepito basso (garanzia, prova, step iniziale leggero).
    • Struttura semplice (meno opzioni = più conversione).
    • Motivo per agire ora (urgenza reale o benefit temporaneo).

    Se identifichi i 2-3 prodotti/servizi top e costruisci intorno un’offerta “pulita”, spesso hai già fatto il tuo 80/20 per i prossimi mesi.

Implementazione dell’80/20 nella tua strategia di marketing (la parte che fa la differenza)

Qui si decide tutto. Perché capire l’80/20 è facile. Applicarlo richiede una cosa che nel marketing moderno è rara: dire dei no.

1) Misurazione dei risultati: scegli poche metriche, ma quelle giuste

Se misuri tutto, non misuri niente. L’80/20 delle metriche è: scegli 5-7 KPI che rappresentano davvero la salute del business e del funnel.

Esempio di set KPI (adattalo al tuo modello):

  • Lead qualificati (non “tutti i lead”)
  • Conversion rate landing
  • CPA / costo per lead qualificato
  • Tasso di conversione lead → cliente
  • Valore medio transazione / ticket
  • Retention / riacquisto
  • tasso di churn (se hai abbonamenti o servizi continuativi)

La misurazione serve a una cosa: capire dove intervenire. Se la landing converte poco, non serve aumentare budget. Se il churn è alto, non serve acquisire più clienti: devi migliorare prodotto/servizio e onboarding. Se il tasso lead → cliente è basso, serve qualificare e migliorare offerta o processo commerciale.

2) Sperimentazione e iterazione: testa, ma con un perché

“Testiamo tutto” è spesso una scusa per non scegliere. L’80/20 ti invita a testare poche cose ad alto impatto, in modo ordinato.

Regola pratica: per ogni canale/core asset (landing, ads, email), definisci:

  • Ipotesi (cosa pensi succeda e perché)
  • Variabile (una sola cosa alla volta)
  • Metriche di successo
  • Tempo o volume minimo per giudicare

Test ad alto impatto tipici (spesso “20%”):

  • Headline e above-the-fold della landing
  • Offerta (bundle, step d’ingresso, garanzia)
  • Creatività ADV (angolo + proof)
  • Follow-up e sequencing (spesso sottovalutati)

3) Gestione dei rischi: tagliare il superfluo senza amputarti

Applicare l’80/20 significa anche ridurre o eliminare attività a basso impatto. Ma attenzione: alcune attività sembrano “20%” e invece sono fondamentali come infrastruttura.

Prima di tagliare, chiediti:

  • Questa attività mantiene il sistema stabile? (tracking, supporto, deliverability, qualità dati)
  • È un canale “di sicurezza” che riduce la dipendenza da un solo canale?
  • Serve in una fase specifica del funnel? (es. retargeting per chi è quasi pronto)

Un buon modo è distinguere:

  • Core (20% che genera risultati): qui investi e migliori.
  • Supporto (necessario ma non trainante): mantieni con processi snelli.
  • Rumore (basso impatto): riduci, automatizza o elimina.

4) Cultura aziendale: l’80/20 non è una tecnica, è un’abitudine

Se lavori in team (o anche se sei da solo, ma con collaboratori), l’80/20 funziona solo se diventa un modo di ragionare condiviso. Altrimenti succede questo: tu provi a focalizzare, il team aggiunge “solo un’altra cosa” ogni settimana, e dopo un mese sei di nuovo nel caos.

Rituali semplici che aiutano:

  • Weekly focus: 1-3 priorità settimanali legate a KPI (non a task).
  • Stop doing list: elenco di attività che non si fanno più (o si fanno al minimo).
  • Review mensile: cosa ha generato risultati? cosa no? cosa amplifichiamo?

Se vuoi una frase “da mettere in bacheca”, è questa: non vince chi fa più cose, vince chi fa meglio le poche cose giuste.

Il framework pratico WMA: Audit 80/20 in 60 minuti (da rifare ogni mese)

Audit 80/20 in 60 minut

Ti lascio un framework operativo. È semplice, ma se lo fai davvero ti cambia il modo di decidere.

Step 1 — Lista completa (10 minuti)

Scrivi tutto ciò che stai facendo nel marketing: canali, campagne, contenuti, automazioni, attività commerciali correlate. Sì, anche “post su Instagram” e “rispondere ai DM”.

Step 2 — Valore e costo (15 minuti)

Per ogni attività, assegna due punteggi da 1 a 5:

  • Impatto: quanto influenza lead/vendite/retention?
  • Costo: tempo, budget, complessità, stress (sì, anche stress).

Step 3 — Dati rapidi (15 minuti)

Per le top 10 attività, cerca un dato reale: lead generati, vendite, conversion rate, CPA, reply rate, appuntamenti fissati, retention. Se non c’è un dato, segnalo come “tracking mancante”.

Step 4 — Scelta del 20% (10 minuti)

Seleziona 3-5 attività che hanno alto impatto e costo sostenibile. Queste diventano il tuo “core”.

Step 5 — Piano 30 giorni (10 minuti)

Per ciascuna delle 3-5 attività core, definisci una singola azione di miglioramento ad alto impatto (non 10 micro-task). Esempio:

  • Landing: riscrivere hero + aggiungere 3 prove + ridurre frizione del form
  • ADV: 6 nuove creatività su 2 angle vincenti
  • Email: creare 1 sequenza di follow-up per lead caldi

Ripeti ogni mese. L’80/20 è un processo, non un evento.

Conclusioni

Il Marketing 80/20 è uno dei pochi concetti che, se applicato sul serio, ti fa ottenere più risultati con meno confusione. Ti aiuta a identificare clienti, prodotti e canali che generano la maggior parte dei profitti e a concentrare risorse dove contano davvero. Non significa fare “solo il 20%” e basta: significa costruire un marketing più intelligente, più misurabile e più sostenibile.

Le strategie basate sull’80/20 — segmentazione e targeting, posizionamento, automazione, ottimizzazione dei canali e offerte più forti — servono a una cosa: massimizzare conversioni e ROI senza aumentare la complessità.

Il consiglio finale è pragmatico: se oggi senti di fare tanto e ottenere meno di quanto meriti, non ti serve un canale nuovo. Ti serve applicare l’80/20 e dare potenza a ciò che già funziona.

Implementa l’80/20 nella tua strategia di marketing, misura, itera, e soprattutto proteggi il tuo focus. Perché nel marketing moderno l’attenzione è la risorsa più costosa. E sprecarla è il modo più veloce per perdere soldi senza nemmeno accorgertene.

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11,9 lettura minimaPubblicato il: Dicembre 17th, 2025Ultimo aggiornamento: Dicembre 17th, 2025Categorie: Web Marketing

About the Author: Gentian

Gentian Hajdaraj, titolare di Web Marketing Aziendale, è un Lead Generation Strategist che lavora nel mondo del marketing online da oltre dieci anni. E' autore del libro: “Le Nuove Regole del Web Marketing” & "eCommerce Reload".

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